ANDREA PIUNTI
for
Palazzo Castri
visual project
Firenze,Italy
“PRECIOUS EMOTION” nasce dal desiderio di creare un’esperienza sensoriale capace di stimolare l’immaginazione. Questi lavori sono stati selezionati per Palazzo Castri con l’intento di esaltare l’eleganza senza tempo e la straordinaria architettura del palazzo stesso.
L’installazione fotografica si sviluppa su tre piani dello storico Palazzo Castri, offrendo ai visitatori un percorso visivo unico e coinvolgente.
Questi lavori sono stati resi possibili grazie allo stimolo creativo dell’art director Giuseppe Dicecca e alla genialità multicolor del designer Giorgio Grimoldi.
REGIMENTAL/ Chapter
The message of the work is a reflection on the concept of identity and gender in an increasingly standardized society.
The irony lies in using an icon of uniformity, such as the soldier, to celebrate fluidity and the absence of clear boundaries
between masculine and feminine, between the individual and the collective.
The viewer is invited to reflect on how social conventions can be subverted through art and fashion.
BE YOURSELF
La farsa del se stesso, il paradosso, l'intento mal celato di essere moltitudine altra e diversa, un sarcasmo "nero" che disarciona la perseveranza ed il bisogno di apparire come io "riconosciuto".
Un racconto in immagine del lato sardonico ed umbratile che connota e ridisegna il risibile ed il veritiero che narra di noi.
cit. "Bruno Catalini"
MON AMOUR – NOUS AIMERONS NOUS?
Serie fotografica
Come in un m’ama non m’ama, ogni fotografia è un frammento di attesa e di domanda. La caduta di ciascun petalo diventa una micro-narrazione, un atto che sospende la risposta: Nous… aimerons… nous?
Il lavoro interroga la ciclicità del sentimento, la sua precarietà e il suo rito. La rosa, nell’atto di perdersi, rivela ciò che resta: il dubbio, la speranza, la promessa. Un amore che si afferma e si sfalda allo stesso tempo, mantenendo nella sua caducità un’estetica di pura delicatezza.
"I"
Menzione speciale
Regione Marche videoarte
L’identità, lo spazio, la solitudine.
Il gioco di un bambino diventa atto di scoperta del proprio io.
Un filo di nylon, simbolico cordone ombelicale, attraversa l’opera come linfa vitale di sogni, pensieri e desideri.
Sottile e resistente, unisce individuo e società, tracciando una linea invisibile che influenza ogni gesto e ogni parola.
“I” riflette sulla fragilità e sulla forza dei legami umani, ponendo al centro la responsabilità dell’individuo.

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